Haiti. L'arte dà voce ai giovani sfollati in occasione della Giornata Mondiale dell'Aiuto Umanitario
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16-09-2026 | di COOPI

Haiti. L'arte dà voce ai giovani sfollati in occasione della Giornata Mondiale dell'Aiuto Umanitario

In occasione delle celebrazioni per la Giornata Mondiale dell’Aiuto Umanitario, COOPI – Cooperazione Internazionale ha promosso ad Haiti l’iniziativa "L'Umanitaire à travers mes yeux" ("L’Umanitario attraverso i miei occhi"), attraverso la quale ha trasformato l’arte in uno strumento di ascolto, supporto psicosociale e riscatto per bambini, adolescenti e giovani che vivono nei campi per sfollati della zona metropolitana di Port-au-Prince, in un contesto segnato da profonde crisi sociali e dal dramma dello sfollamento forzato.

Un percorso creativo ed educativo tra i campi sfollati e l'UNESCO

L'iniziativa ha coinvolto 45 partecipanti tra gli 8 e i 25 anni provenienti dai tre siti di sfollati di DGPNH, Cité Bob e Club International. Guidati dagli artisti consulenti di COOPI, dagli assistenti formatori delle comunità e da un'esperta in supporto psicosociale della Fondation Toya, i ragazzi si sono confrontati su una domanda fondamentale: “Che cosa rappresenta per voi l'azione umanitaria?”

Il percorso si è articolato in diverse fasi pratiche e inclusive:

1.     Sensibilizzazione e partecipazione: Prima dei laboratori artistici, COOPI e Fondation Toya hanno organizzato tre giornate di sensibilizzazione che hanno raggiunto oltre 300 membri delle comunità. Si è parlato di protezione dell'infanzia, prevenzione degli abusi, principi umanitari e sostegno psicosociale.

2.     I laboratori di disegno: I 45 giovani hanno tradotto in immagini le loro esperienze, la loro quotidianità e le loro speranze per il futuro.

3.     L'Atelier di pittura all'UNESCO: Tra le varie opere realizzate, ne sono state selezionate 21 per proseguire in un laboratorio intensivo di tre giorni presso la sede dell'UNESCO ad Haiti, dove i partecipanti hanno appreso tecniche avanzate di pittura e teoria del colore.

L'obiettivo non è stato quello di organizzare un semplice concorso di disegno, ma di strutturare un vero e proprio spazio sicuro di dialogo, partecipazione democratica e benessere psicosociale.

Dalla condizione di assistiti al ruolo di narratori

Con l'evento conclusivo tenutosi il 29 agosto 2026 presso il Centre Culturel Brésilien di Pétion-Ville, le 21 opere sono state esposte di fronte a rappresentanti di istituzioni, comunità, partner umanitari e del settore culturale. Durante la cerimonia, accompagnata dalla consegna dei certificati, gli stessi ragazzi e i comitati dei campi hanno preso la parola per condividere la propria testimonianza.

Spiega Flavio Signori, capo missione di COOPI ad Haiti:

I dipinti e i disegni realizzati non parlano soltanto di arte: parlano di casa, di scuola, di famiglia, di sicurezza e del desiderio di tornare a una vita dignitosa. Per qualche giorno, questi giovani sono passati dalla condizione di persone assistite a quella di soggetti attivi che raccontano, creano e guardano al domani.

Una rete di solidarietà e un modello da replicare

L'iniziativa è stata resa possibile grazie a una sinergia tra attori internazionali e locali. Insieme a COOPI, hanno collaborato OCHA, UNESCO, Fondation Toya, UNAIDS e i governi di Canada e Regno Unito.

Questa esperienza dimostra come, anche nelle emergenze più complesse, l'approccio umanitario possa conciliare la risposta ai bisogni materiali con la valorizzazione dei talenti, aspirazioni e dignità delle popolazioni colpite.

Approfondisci e guarda i video dell'iniziativa:

 L'Humanitaire à travers mes yeux – Il racconto del progetto

Dai campi di sfollati all'UNESCO: i laboratori d'arte ad Haiti