Iraq: teatro ed educazione
30-03-2018 | di COOPI

Iraq: teatro ed educazione

Il mese di marzo ha visto la preparazione e la realizzazione dei primi quattro eventi di sensibilizzazione comunitaria sull’educazione previsti dal progetto di COOPI in Iraq “Si torna a scuola senza barriere”, portato avanti in consorzio con AFKAR e con il finanziamento di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo).

Ai facilitatori e agli insegnanti coinvolti nel progetto è stato chiesto di sviluppare insieme ai rispettivi studenti delle performance artistiche aventi come soggetto l’accesso all’educazione per tutti, in particolare per le ragazze. È stato realizzato un evento in ognuna delle 4 scuole affinchè sia i genitori che gli studenti delle altre classi potessero assistervi; l’invito a partecipare è stato esteso a tutti i membri della comunità. Le scuole, addobbate ad hoc per l’occasione con fiori, stendardi e decorazioni, hanno aperto le proprie porte per un giorno a tutti i visitatori. Gli eventi si sono realizzati in due giorni consecutivi, ognuno dei quali ha visto l’impegno degli studenti di due scuole. Le modalità di svolgimento degli spettacoli sono state le medesime ovunque: all’arrivo degli ospiti e alla loro registrazione è seguito un momento di saluto alla bandiera, un discorso dei vari invitati e, dunque, l’inizio delle esibizioni degli studenti, effettuate in maniera diversa a seconda delle esigenze della scuola ospitante e con contenuti anch’essi diversi, qui sotto riportati.

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Declamazione di un poema di una studentessa di Lazzagah.
 

Recitazione di poemi scritti e interpretati dai ragazzi

Gli studenti, maschi e femmine in egual modo, hanno recitato e interpretato diversi poemi legati alla tematica dell’educazione, in relazione soprattutto alle esperienze di guerra appena vissute. Attraverso le loro poesie hanno raccontato dell’abbandono scolastico subìto durante l’occupazione di ISIS e recitato con molto trasporto versi dedicati a compagni e famigliari vittime di tale occupazione.

Le ragazze hanno usato i loro poemi per elaborare quanto vissuto e il loro allontanamento forzato dalla scuola (in particolare a Lazzagah e Ihjalla) allo scopo ultimo di dichiarare ad alta voce la loro intelligenza e la volontà di continuare il percorso scolastico. Gli studenti hanno saputo portare l’attenzione dei partecipanti sull’importanza dell’istruzione come chiave di successo nella vita che li aspetta, mostrando quindi la forza che li fa guardare verso il futuro dopo quanto vissuto negli ultimi tre anni. Espediente narrativo ricorrente è stata la dicotomia luce-buio, usata per simboleggiare il contrasto tra conoscenza e ignoranza.

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Sketch delle ragazze di Lazzagah, rappresentazione di un intervento di primo soccorso.

Performance teatrali

In ciascuna scuola ragazzi e ragazze hanno declinato il tema dell’istruzione universale in modi differenti.
Nella scuola di Sirit, ad esempio, gli studenti hanno voluto mostrare l’importanza dell’educazione per costruire un futuro di pace. I giovani attori si sono cimentati in sketch umoristici rivolti a spiegare come l’educazione ricada nella vita di tutti i giorni: le ragazze hanno partecipato alle performance impersonando ruoli convenzionali nella società, da quello dell’insegnante a quello del medico. Le performance si sono concluse con lo sketch finale di un gruppo di piccoli tecnici-ingegneri arrivati sul posto per dare di nuovo luce alla scuola, cercando di sensibilizzare metaforicamente il pubblico alla luce della conoscenza.

Nella scuola di Lazzagah, invece, le ragazze hanno teatralizzato la tematica del matrimonio precoce mettendo in scena la storia di una ragazza di 14 anni obbligata a sposarsi dalla sua famiglia, evento che si conclude con una tragica fine. Hanno poi chiuso la performance con la lettura di un invito alla loro stessa comunità volto a comprendere l’importanza dell’istruzione femminile.

A Ijhalla le studentesse hanno organizzato uno sketch di “guida accademica”: una ragazzina di 11 anni si trova davanti al dilemma se continuare o meno la scuola e si imbatte in varie opinioni, ciascuna personificata da un’altra attrice-studente, che finiscono per confonderla. Fortunatamente, la protagonista trova infine la soluzione giusta ai suoi dilemmi grazie al prezioso aiuto dell’insegnante.

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Esposizione lavori eseguiti dai ragazzi di Qayyarah. Uno dei ragazzi, prendendo spunto dalla campagna di COOPI “Aiuta un guerriero”, ha realizzato un ritratto di Nelson Mandela.

Mostra delle attività svolte durante il primo quadrimestre

Gli studenti di tutte le scuole hanno voluto anche mostrare al pubblico le realizzazioni delle attività condotte durante il tempo scolastico. Oltre ad avere allestito nelle tende una mostra dei loro elaborati, molti di loro hanno voluto rappresentare sotto forma di esibizione le varie attività portate avanti con i facilitatori. Tutte le scuole si sono cimentate nella mostra di eventi di primo soccorso; non sono mancati infine i balli, soprattutto nelle performance dei ragazzi di Qayyarah e Sirit.

Alla fine delle esibizioni, in ogni scuola gli studenti sono stati premiati dal progetto con un piccolo attestato, in segno di ringraziamento per il loro impegno e per la passione con cui si sono fatti portavoce dell’educazione per tutti. Sono seguiti i saluti finali.