Perù: crisi venezuelana la testimonianza del nostro cooperante
19-03-2019 | di COOPI

Perù: crisi venezuelana la testimonianza del nostro cooperante

Nel terzo ciclo di "Monitoraggio del flusso migratorio venezuelano in Perù", condotto dall'OIM, Organizzazione internazionale per le migrazioni e nostro finanziatore nel progetto “Assistenza umanitaria alla popolazione venezuelana al confine settentrionale del Perù”, la maggior parte dei migranti che ha preso parte all’esodo degli ultimi due anni è costituita da giovani coppie di età compresa tra i 18 e i 24 anni, con bambini piccoli al seguito.

I migranti arrivano al Centro Binazionale di Assistenza alle Frontiere (CEBAF) a qualsiasi ora della notte e del giorno, in alcuni casi dopo 5, 6, 7 giorni di cammino: uno stress fisico, emotivo e psicologico per tutti, ma soprattutto per donne e bambini”, spiega Alberto Trentini, coordinatore COOPI della risposta all’emergenza nella regione di Tumbes, al nord del Perù.

Il 90% dei migranti venezuelani entra nel paese per via terrestre, attraverso la frontiera nord, a Tumbes, per poi dirigersi verso le città principali, come Lima, Piura, Trujillo, Arequipa. Il flusso giornaliero solo a Tumbes è di circa 1.000 persone ed è destinato ad aumentare.

I migranti che accogliamo dal Venezuela percorrono anche 3.500 km, attraverso Colombia (Cucuta -Rumichaca) e Ecuador (Tulcan-Huaquillas). Il caldo li affatica, in acuni casi sono senza denaro e non mangiano da giorni.

Spesso devono accettare lavori umilianti e sfiancanti per raccogliere i soldi per il viaggio. Questa è una situazione particolarmente critica, soprattutto per le donne, che spesso subiscono abusi sessuali o altri tipi di violenza.

Quando arrivano, non dispongono delle risorse necessarie per soddisfare anche i bisogni più elementari e le loro condizioni igienico-sanitarie sono compromesse. Per questo siamo attivi a Tumbes con due progetti, uno volto a garantire la salute e l’igiene delle famiglie migranti con Unicef ed uno volto a fornire la prima assistenza con OIM.

Nello specifico”, spiega Alberto Trentini “Con OIM, COOPI offre alloggio temporaneo in albergo per i migranti più vulnerabili; e trasporto verso le città di destinazione del Perù, dove queste persone possono ricongiungersi a qualche familiare. La priorità dei nostri interventi è rivolta principalmente a famiglie con minori a seguito, ma anche minori non accompagnati, madri incinte o in allattamento, persone anziane, persone con disabilità”.

COOPI, attiva a Tumbes dal novembre 2018 ma presente in Perù dal 2000, entro fine marzo punta a offrire un pernottamento a circa 5.000 persone in transito, mentre ha già aiutato più di 5.000 migranti a raggiungere la propria destinazione finale all'interno del Perù.