Etiopia. L’approccio di genere rafforza la resilienza delle comunità alla crisi climatica
28-01-2026 | di COOPI

Etiopia. L’approccio di genere rafforza la resilienza delle comunità alla crisi climatica

Nella regione Somali dell’Etiopia, la raccolta dell’acqua è un carico che ricade quasi esclusivamente su donne e ragazze. In un contesto segnato da siccità ricorrenti e inondazioni improvvise, COOPI – in consorzio con Save the Children e con il sostegno della Cooperazione Italiana – ha rafforzato l’accesso a servizi idrici e igienico-sanitari sicuri attraverso il progetto “RISE: Risposta integrata e inclusiva all’emergenza siccità nella regione somala dell'Etiopia attraverso interventi di WASH, Salute, Nutrizione e Assistenza in denaro multiuso”. L’intervento ha adottato un approccio inclusivo e fortemente orientato al genere, trasformando l'accesso alle risorse in uno strumento di protezione ed equità.

Una risposta su misura per le donne

Il progetto ha superato la dimensione puramente tecnica della costruzione, partendo dalle esigenze specifiche della popolazione femminile per ridefinire l'accesso alle risorse. L’introduzione di sistemi di pompaggio alimentati da energia solare ha assicurato una fornitura costante, sostenibile e meno onerosa per la comunità, mentre l’innalzamento delle strutture dei pozzi fino a 2,5 metri dal suolo ha protetto le risorse idriche dalle contaminazioni durante le alluvioni. Nelle zone di Dollo Ado e Dollo Bay, garantire approvvigionamenti d’acqua sicuri e prossimi alle comunità ha significato ridurre i rischi legati ai lunghi spostamenti, alleggerire il carico di lavoro domestico e restituire alle donne tempo per la cura familiare e attività generatrici di reddito. L’efficacia di questa strategia è confermata dai dati: il 100% dei beneficiari ha riferito che l’assistenza è stata fornita in modo sicuro, accessibile e partecipativo.

Pilastri dell'approccio di genere: partecipazione e dignità

L’approccio gender-based si è tradotto in azioni concrete e misurabili lungo i seguenti assi principali:

  • leadership locale: la formazione dei comitati idrici (WASHCOs) ha promosso attivamente la partecipazione femminile, assicurando che le donne avessero voce in capitolo nella gestione a lungo termine delle risorse idriche della comunità. Su 42 membri formati nei comitati, la maggioranza, ovvero 24 persone (il 57,2%), erano donne
  • igiene e dignità: la distribuzione di 500 kit igienici e di dignità ha raggiunto in prevalenza nuclei familiari guidati da donne (461 su 500), per esempio vedove e madri capofamiglia. I kit — contenenti assorbenti riutilizzabili, biancheria intima e torce ricaricabili — hanno migliorato la gestione dell’igiene mestruale e la sicurezza durante gli spostamenti notturni;
  • inclusività strutturale: la riabilitazione dei servizi igienici in alcuni woredas, come il centro sanitario di Wedlehube, ha garantito latrine e punti d’acqua accessibili con rampe e spazi separati sensibili al genere. Inoltre, la ristrutturazione dei blocchi sanitari e delle sale d’attesa per la nutrizione ha sostenuto la salute materna e infantile, contribuendo all’aumento delle visite prenatali dal 58% al 78%;
  • sostegno economico: l’assistenza in denaro ha dato priorità a complessivamente 1.250 nuclei familiari guidati da donne in situazione di vulnerabilità ed esposti a grave insicurezza alimentare. Questo supporto ha permesso l'acquisto di beni di prima necessità per far fronte ai bisogni immediati.

Un impatto sociale duraturo

Grazie a questo modello d'intervento, quasi 20.000 persone, tra cui 10.942 donne, hanno oggi accesso ad acqua sicura per uso domestico. Tale risultato non è solo infrastrutturale ma profondamente sociale poiché dimostra che l’accesso all’acqua, quando è inclusivo e basato sul genere, diventa una leva di protezione, equità e resilienza per l’intera comunità. Questo approccio combinato di infrastrutture essenziali e assistenza umanitaria permette alle comunità di compensare le perdite causate dalle siccità ricorrenti, rafforzando la resilienza locale e offrendo una risposta dinamica ai bisogni in evoluzione, dove insicurezza alimentare ed epidemie aumentano la domanda di interventi salvavita e cure preventive.

---

COOPI è presente in Etiopia dal 1995, con interventi di sviluppo e di assistenza umanitaria a supporto dei gruppi più vulnerabili, tra cui gli sfollati interni a causa di conflitti e/o catastrofi di origine naturale, attraverso un approccio multisettoriale e integrato volto a migliorare la resilienza delle comunità e la tutela delle risorse naturali. Nel tempo ha raggiunto oltre 10.000.000 beneficiari diretti implementando 164 progetti nel Paese. COOPI concentra la sua azione sull’assicurare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, la sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza.