Sudan. A Tawila l’acqua non era mai abbastanza, oggi raggiunge più di 9.000 persone sfollate
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11-06-2026 | di COOPI

Sudan. A Tawila l’acqua non era mai abbastanza, oggi raggiunge più di 9.000 persone sfollate

In cinque campi sfollati di Tawila — Tawila Omda A, Tawila Omda B, Daba Nira, Argo e Dali — nel Nord Darfur, in Sudan, vengono distribuiti ogni giorno 50.000 litri di acqua potabile, raggiungendo 9.228 persone tra comunità sfollate e popolazioni ospitanti colpite dal conflitto.

Tutto questo è il risultato del progetto “Assistenza umanitaria emergenziale per garantire l'accesso ai servizi salva vita base, in favore della popolazione sfollata in Nord Darfur” finanziato da Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale attraverso l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e realizzato da COOPI – Cooperazione Internazionale – ETS in partenariato con GOAL, che ha integrato attività nutrizionali.

Grazie a COOPI finalmente abbiamo acqua pulita e di questo siamo grate. Eravamo abituate ad avere l'acqua sporadicamente, per una o due ore, e poi l'erogazione si interrompeva. Nel campo dove mi trovo mancava tutto e l'acqua e i servizi che ora abbiamo sono essenziali. Grazie di cuore.

racconta Hawa*.  

Per le famiglie che hanno lasciato le proprie case a causa del conflitto, l'acqua rappresenta molto più di un servizio: significa poter cucinare, proteggere la salute dei bambini, lavarsi e affrontare la quotidianità con un minimo di sicurezza. È per questo che le comunità di Tawila hanno accolto con grande sollievo l'arrivo della fornitura idrica.

Hawa spiega che i bisogni restano elevati:

Molte famiglie avrebbero bisogno di sementi e attrezzi agricoli per ricostruire i propri mezzi di sostentamento. Ed è molto importante che l'acqua continui a essere disponibile in modo costante.

In un momento in cui il conflitto continua a mettere a dura prova la capacità delle comunità di far fronte ai bisogni quotidiani, garantire l'accesso all'acqua pulita ha significato offrire una risposta immediata e concreta. Un gesto semplice solo in apparenza, ma capace di fare la differenza nella vita di migliaia di persone che stanno cercando di ricostruire la propria quotidianità dopo essere state costrette a lasciare tutto.

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COOPI opera in Sudan dal 2004, fornendo assistenza umanitaria alle comunità colpite da conflitti e calamità naturali. Oggi mantiene un ufficio operativo a Khartoum e ha consolidato la propria presenza nel Nord Darfur, con basi a Mellit, Tawila ed El Fasher. In un contesto in continua evoluzione, l’organizzazione adatta i propri interventi per rispondere ai bisogni emergenti, operando nei settori della sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza, acqua e igiene, rifugi e beni non alimentari, e rafforzando le attività di protezione a favore delle fasce più vulnerabili della popolazione.

* Nome di fantasia