Ciad. Meno conflitti per le risorse e più reddito per 4.500 persone nel Moyen-Chari
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20-01-2026 | di COOPI

Ciad. Meno conflitti per le risorse e più reddito per 4.500 persone nel Moyen-Chari

Nel Moyen-Chari, nel sud del Ciad, la terra non è solo una risorsa: è il centro di una competizione sempre più tesa che determina sicurezza alimentare, reddito e coesione sociale. È in questo contesto che, a gennaio 2026, ha preso avvio il progetto “FAIRE – diritto alla terra, agroecologia, inclusione, resilienza ed emancipazione nella regione di Moyen-Chari”, promosso da COOPI – Cooperazione Internazionale – ETS con il partner locale RAPS-Développement e sostenuto dalla Cooperazione Italiana, coinvolgendo direttamente oltre 4.500 persone nei comuni di Sarh e Balimba.

Nella regione, piogge sempre più irregolari, siccità ricorrenti e degrado dei suoli stanno riducendo la disponibilità di acqua e pascoli, mentre l’espansione dell’agricoltura avanza spesso sui corridoi tradizionali della transumanza. Il risultato è una competizione quotidiana tra agricoltori e pastori per risorse sempre più scarse, in un contesto in cui non vi sono politiche fondiarie chiare e condivise.

È proprio su questa frattura che il progetto interviene in modo integrato, intrecciando tre leve che nella realtà del territorio sono inseparabili: governance fondaria, agroecologia e accesso ai mercati.

Gli assi di intervento

Nell’arco di 36 mesi, COOPI contribuirà al rafforzamento dei comitati locali e alla promozione del dialogo tra agricoltori, allevatori e autorità tradizionali e locali, per favorire una gestione condivisa delle risorse naturali e prevenire i conflitti legati all’uso della terra.

Parallelamente, attraverso Farmer Field Schools e percorsi di formazione pratica, le comunità saranno accompagnate nell’adozione di tecniche sostenibili come compostaggio, rotazione delle colture, agroforestazione e riabilitazione dei punti d’acqua, con l’obiettivo di migliorare la produttività agricola e la resilienza agli effetti del cambiamento climatico sempre più frequenti.

Infine, FAIRE interviene sulla dimensione economica, sostenendo le filiere del sesamo e dell’apicoltura per aumentare i redditi familiari e creare opportunità economiche durature. Le attività includono il supporto alle cooperative, la trasformazione dei prodotti, l’accesso ai mercati e percorsi di alfabetizzazione finanziaria, soprattutto per donne e giovani.

L’empowerment femminile

Dentro questo quadro, l’empowerment femminile è uno snodo strategico dell’intervento.

Nelle comunità rurali del Moyen-Chari, pur essendo tra le principali forze lavoro dell’agricoltura e della trasformazione alimentare, le donne restano in larga parte escluse dall’accesso diretto alla terra e dai processi decisionali: l’uso dei terreni dipende spesso da mariti, padri o capi tradizionali, e la loro partecipazione alle decisioni su produzione e redditi è molto limitata. Eppure il carico di lavoro è enorme, poiché si occupano regolarmente di attività agricole, domestiche e trasformazione dei prodotti, con giornate che possono superare le 14 ore di impiego. Il progetto FAIRE promuove un ribaltamento di questa asimmetria, attraverso formazione, accesso al credito e soprattutto un maggiore coinvolgimento nei processi decisionali economici e comunitari per oltre 2.000 donne.

Una risposta al crescente conflitto per le risorse

L’obiettivo finale è dunque ambizioso ma concreto: ridurre la pressione sulle risorse naturali, aumentare i redditi familiari e ricostruire regole condivise di convivenza tra comunità che oggi competono per la sopravvivenza. Un tentativo di trasformare un territorio segnato dal conflitto per le risorse in un sistema più equilibrato, dove terra, acqua e lavoro tornino a essere fattori di stabilità e non di tensione.

Nonostante le criticità, infatti, il Moyen-Chari dispone di un importante potenziale agricolo: se adeguatamente gestita, la fertilità dei suoli può sostenere sistemi produttivi più resilienti e una maggiore integrazione dei piccoli produttori nei mercati.

Il progetto si inserisce nell’ambito dell’iniziativa "FASENDA – Promuovere l’autonomizzazione socioeconomica di giovani e donne nelle filiere agro-forestali-pastorali sostenibili in Ciad", sostenuta dalla Cooperazione Italiana per promuovere lo sviluppo resiliente dei sistemi agro-silvo-pastorali nelle province di Ouaddaï, Dar Sila, Salamat e Moyen-Chari.

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COOPI è presente Ciad dal 1976, dove ad oggi ha realizzato 160 progetti che hanno coinvolto oltre 4 milioni e mezzo di persone grazie a un approccio multisettoriale. Nella provincia del Lago migliora la sicurezza alimentare e nutrizionale, promuove l’emancipazione femminile e la prevenzione dei conflitti. Nelle province di Sila e di N'Djamena fornisce istruzione ai bambini sfollati, offre sostegno psicosociale alle vittime di traumi e promuove il consolidamento della pace.