21-04-2026 | di COOPI
Mauritania. Mezze lune per combattere la desertificazione in Hodh El Chargui
La Mauritania è un paese prevalentemente desertico, in cui solo lo 0,5% delle terre è considerato arabile. Gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente evidenti nelle regioni del sud-est, tra cui l’Hodh El Chargui.
In questo contesto fragile, segnato da precipitazioni irregolari, temperature in aumento e impoverimento del suolo, COOPI – Cooperazione Internazionale ETS interviene per rinforzare la sicurezza alimentare e nutrizionale delle comunità vulnerabili, grazie a un finanziamento del Programma Alimentare Mondiale. Il progetto “Costruire la resilienza e migliorare l'accesso a cibo nutriente per i bambini, le donne incinte e le madri che allattano nelle comunità vulnerabili attraverso un pacchetto integrato”, attivo da giugno 2024, intende rinforzare la resilienza delle comunità vulnerabili rispetto all’insicurezza alimentare e nutrizionale, mitigando i rischi legati al cambiamento climatico.
Tra gli obiettivi principali, COOPI interviene per sostenere il potenziale produttivo agropastorale, migliorare la gestione delle risorse naturali e rinforzare capacità e conoscenze locali.
Trattenere l’acqua, nutrire il suolo
Tra le attività in corso, un ruolo chiave è dato alla rigenerazione del suolo grazie alle mezze lune agricole. Diffusa nell’area saheliana, la tecnica consiste nella realizzazione di strutture in terra compatta a forma di semi-cerchio, con un diametro di 2-4 metri e profonde 20-40 cm, disposte perpendicolarmente al flusso delle acque superficiali e organizzate in file parallele e sfalsate. In zone aride o semi-aride come l’Hodh El Chargui, le mezze lune permettono di rallentare il deflusso dell’acqua piovana, facilitandone l’infiltrazione nel terreno e trattenendo sedimenti e materiale organico; in tempi successivi, il bordo delle strutture protegge i germogli dal vento e dall’erosione eolica.
Una pratica sostenibile, economica, partecipata
La tecnica delle mezze lune è a basso costo, di semplice realizzazione, e permette di ottimizzare l’uso di una risorsa come l’acqua piovana per favorire l’arricchimento del terreno, migliorarne la fertilità, e a lungo termine contribuire così al recupero delle terre e alla loro protezione. Il successo e la sostenibilità di questa pratica si basa anche sul forte impegno delle comunità locali per il recupero delle terre: le mezze lune sono infatti state realizzate direttamente dagli abitanti delle località interessate, retribuiti dal progetto, grazie all’accompagnamento delle équipe di COOPI. Inoltre, gli agricoltori sono stati formati alla produzione di fertilizzante naturale, realizzato con materiale disponibile localmente come cenere, sterpaglie e letame: una pratica sostenibile ed economica, che permette di ridurre la dipendenza da apporti esterni.
70 ettari pronti alla semina
Ad oggi, oltre 70 ettari di mezze lune sono stati ultimati nelle località di Kendjé, Hassi Leghnam, M’hadyatt, Hassi El Avia e Tichilit Sba. L’aumento delle superfici coltivate e della fertilità del suolo permetterà il miglioramento della produttività agricola durante la prossima stagione. Le colture principali previste sono il niébé (500-800 kg/ha), il mais (800-1500 kg/ha) e il miglio (600-1200 kg/ha), alimenti fondamentali nella dieta locale e che contribuiranno a garantire il giusto apporto di nutrienti alle persone raggiunte dal progetto. Circa la metà del raccolto sarà destinata al consumo familiare, mentre il surplus verrà venduto nei mercati locali, generando reddito.
Le mezze lune rappresentano una risposta concreta e replicabile ai bisogni delle comunità residenti in zone climaticamente fragili ed esposte alla minaccia della desertificazione. Un esempio virtuoso di come soluzioni mirate, adatte alle realtà locali, possano contribuire allo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili e migliorare lo stato nutrizionale delle famiglie più vulnerabili, generando un impatto duraturo.
---
COOPI opera in Mauritania dal 2019 con interventi in materia di sviluppo economico e supporto alle piccole attività produttive, promozione della sicurezza alimentare e nutrizionale, riabilitazione di infrastrutture rurali, salute materno-infantile e inserimento socioeconomico dei gruppi più vulnerabili. Grazie a un approccio multisettoriale e partecipativo, COOPI mira a rinforzare l’autonomia dei rifugiati e delle comunità ospitanti, prevenendo i conflitti legati alla gestione delle risorse naturali, promuovendo coesione sociale e pari opportunità e rafforzando la resilienza della popolazione dinanzi alle conseguenze del cambiamento climatico.