Mauritania: sicurezza alimentare, salute e protezione per rispondere alla crisi in Hodh El Chargui
16-02-2026 | di COOPI

Mauritania: sicurezza alimentare, salute e protezione per rispondere alla crisi in Hodh El Chargui

Mercoledì 21 gennaio si è tenuto a Nema, capoluogo di regione dell’Hodh El Chargui (Mauritania), l’evento di lancio ufficiale del progetto AID 012961/01/2 “Progetto integrato per rafforzare la resilienza e l'accesso inclusivo ai servizi sanitari di base e di protezione a beneficio dei più vulnerabili in Hodh El Chargui”.

L’intervento, finanziato dalla Cooperazione italiana, è implementato da un consorzio composto da COOPI – Cooperazione Internazionale e CISV – Comunità Impegno Servizio Volontariato in partenariato con le ONG mauritane Assistance Education ed ECODEV. In dialogo con le autorità politiche e amministrative, i servizi tecnici dello Stato, i partner e i rappresentanti delle comunità locali, il consorzio ha illustrato il contesto di intervento, gli obiettivi principali del progetto e le attività previste.

La regione sud-orientale dell’Hodh El Chargui, zona di implementazione del progetto, è la più vasta del Paese, con una popolazione residente principalmente in contesto rurale e dedita ad attività agro-pastorali. Oltre il 77% degli abitanti della regione vive in condizioni di povertà multidimensionale, con importanti deprivazioni in termini di salute e nutrizione, educazione e degli standard di vita, compreso l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. La regione registra anche alti livelli di malnutrizione cronica globale, con un tasso complessivo che raggiunge il 39% dei bambini sotto i 5 anni. Il territorio mauritano è inoltre duramente colpito da cambiamenti climatici, desertificazione e degrado del suolo, che minacciano agricoltura, risorse idriche e infrastrutture. Pratiche umane dannose e conflitti per le risorse aggravano la situazione, mettendo a rischio la sicurezza alimentare e nutrizionale della popolazione, soprattutto in aree come l’Hodh El Chargui.

La regione ospita inoltre il campo rifugiati di Mberra, che accoglie oggi più di 120 000 persone in fuga dal vicino Mali (su circa 300 000 presenti nel Paese), per la grande maggioranza donne e bambini. Solo negli ultimi tre mesi, altre 8 000 persone hanno attraversato la frontiera a causa del progressivo deterioramento della situazione nel Mali centro-settentrionale.

Il consorzio, guidato da COOPI, interverrà pertanto in Hodh El Chargui in risposta ai bisogni urgenti di rifugiati, returnees e comunità di accoglienza attraverso un approccio multisettoriale che integra interventi in materia di sicurezza alimentare, accesso all'acqua, salute e protezione. Per migliorare stabilmente le condizioni di vita delle comunità più vulnerabili il progetto mira inoltre a rafforzare resilienza e autonomia delle popolazioni coinvolte, promuovendo l’inclusione di donne e persone con disabilità. Tra le attività principali, sono previste distribuzioni di sementi, capi di bestiame e kit igienico-nutrizionali, creazione di orti comunitari, riabilitazioni di sistemi idrici, interventi di prevenzione e diagnosi della malnutrizione, nonché la presa in carico olistica di donne e minori vittime di tratta o violenza. Le attività si accompagneranno a formazioni e campagne di sensibilizzazione comunitaria in materia di agroecologia, salute, igiene, questioni di genere e diritti umani. Inoltre, nel progetto gioca un ruolo centrale la creazione di comitati comunitari per la gestione dei conflitti e il rafforzamento della coesione sociale. Il progetto, della durata prevista di 18 mesi, raggiungerà oltre 16 500 persone nei dipartimenti di Amourj, Adel Bagrou, Djiguenni e Bassikonou, dove si trova il campo rifugiati di Mberra.

Il lancio del progetto è stato salutato con entusiasmo dai presenti. I partecipanti, ringraziando il contributo della Cooperazione italiana, hanno ricordato come l’impegno collettivo e la leadership comunitaria rappresentino i necessari motori del cambiamento.

A margine dell’evento, Abdoul-Aziz, rifugiato in Mauritania dal 2012 e oggi presidente del Coordinamento dei giovani residenti nel campo di Mberra, ha ricordato in questo senso le numerose iniziative di sviluppo portate avanti dalle stesse comunità coinvolte:

 

Essere rifugiato non è un impedimento, non è la fine: si può essere rifugiati e rimanere resilienti. Si può portare un cambiamento da qualche parte nella propria vita, da qualche parte nel mondo.

 

Parole che riflettono l’impegno del consorzio guidato da COOPI: rafforzare l’appropriazione comunitaria e la sostenibilità dell’intervento, valorizzando il ruolo attivo delle popolazioni coinvolte, come strada per promuovere trasformazioni durature.

----

COOPI opera in Mauritania dal 2019 con interventi in materia di sviluppo economico e supporto alle piccole attività produttive, promozione della sicurezza alimentare e nutrizionale, riabilitazione di infrastrutture rurali, salute materno-infantile e inserimento socioeconomico dei gruppi più vulnerabili. Grazie a un approccio multisettoriale e partecipativo, COOPI mira a rinforzare l’autonomia dei rifugiati e delle comunità ospitanti, prevenendo i conflitti legati alla gestione delle risorse naturali, promuovendo coesione sociale e pari opportunità e rafforzando la resilienza della popolazione dinanzi alle conseguenze del cambiamento climatico.